Vision

la nostra vision

Investire sulla riqualificazione del territorio come fonte di energia rinnovabile e di un vivere sostenibile.

Il comparto edile è responsabile di circa il 40% dell’inquinamento atmosferico causato dall’uomo, a sua volta causa ogni anno in Italia di circa 30 mila decessi, pari al 7% di tutte le morti (esclusi gli incidenti), motivo sufficiente per ritenere obsoleto il modello energetico territoriale esistente e necessario un cambio radicale di paradigma.

Dalle direttive europee fino ai singoli recepimenti nazionale e regionali, ci sono già tutti i presupposti per elaborare nuove strategie di efficienza energetica negli edifici, che devono essere considerati nel loro specifico contesto climatico, sia a livello micro sia macro ambientale per il raggiungimento dei noti obiettivi 20-20-20 (-20% di CO2, +20% di Energie Rinnovabili, -20% Consumo Energia Primaria) entro il 2020 e per mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2°C come previsto dalla conferenza mondiale di Parigi COP 21.

E' questo dunque il punto cruciale per le legislazioni di oggi e lo sarà per quelle di domani, ma il ripensamento urbano a partire dall'efficientamento degli edifici è altresì una questione che si ripercuote chiaramente su ciascun individuo in quanto utilizzatore di energia e di un pianeta che sempre più va inteso non come eredità dei nostri padri ma un prestito dei nostri figli.

Il cambiamento radicale della politica energetica italiana volta ad una nuova cultura ambientale e a consumi energetici più accorti e provenienti il più possibile da fonti alternative, sta facendo i conti, da un lato, con la complessità dell’adeguamento delle infrastrutture pubbliche e private, dall’altro con le politiche attuate a tal fine nei vari livelli di amministrazione locale. Problema comune ad entrambe le questioni è senz’altro l’aspetto economico perché, se da una parte il rinnovo delle reti di trasmissione e distribuzione energetiche comportano grandi investimenti, dall’altra il fattore della convenienza economica e la politica di incentivazione sul territorio sono determinanti per spronare tanto le realtà private quanto quelle pubbliche a farsi parti attive in questo processo di cambiamento epocale.

Due, a questo punto, sono i fattori chiave da cui dipende l'intera questione: l'aspetto culturale e informativo da un lato e l'aspetto strumentale, tecnologico ma soprattutto finanziario dall'altro.

Sentiamo parlare sempre più spesso di quanto è importante intervenire a favore della sostenibilità ambientale, ma non sempre sappiamo quanto questo abbia poi degli effetti positivi per noi e i nostri cari, sia in termini di salute per il minor inquinamento generato, sia in termini economici per la diminuzione dei consumi che una reale riqualificazione porta con sè (ricerca Nomisma dice che solo il 13% degli italiani è propenso ad intervenire sul proprio stabile per efficientarlo energeticamente).

Il primo gap è perciò legato sia ad un problema informativo sia di visione del nostro mondo-casa.

La casa è da sempre vista infatti come un immobile, inteso qui proprio in senso letterale. Più di un diamante, per l’italiano è la casa che è per sempre.

Questo significa che se non cade a pezzi può rimanere tale e quale a come l’ho comprata, questo a prescindere da quanto sborso per mantenerla, questo forse perchè non collego le mie bollette alla dispersione energetica collegata alle mie quattro mura.

Pensiamo poi agli immobili in termini sociali, a come le relazioni familiari, condominiali, urbane sono in crescente evoluzione. Il salto informativo e culturale è dunque indispensabile affinché ognuno di noi diventi consapevole che il bene o il male di molti è il bene o il male di ciascuno e che nessuno può sentirsi esente da un cambio di prospettiva epocale.
Data per assodata la necessità di intervenire sugli immobili, che quindi non possono più essere intesi come tali bensì rispondenti ad un ciclo di vita e a bisogni relazionali ben precisi, sorge a questo punto il secondo dilemma cruciale: come ambire al risparmio se per risparmiare devo investire in nuove tecnologie, in riqualificazioni e dunque spendere?

E qui entra in gioco la finanza.
Una finanza che deve tornare ad essere quello per cui è nata, ovvero un supporto ad idee, iniziative, progetti volti a valorizzare l’uomo nella sua accezione più alta, un supporto a quei soggetti che sposano in coro un percorso virtuoso di efficientamento energetico, siano essi condomìni, privati, aziende, … E quello del costruito risulta essere l'ambito, ancora non esaltato a dovere, dove l’accoppiata potrebbe, anzi, dovrà essere vincente, pena proprio la perdita del nostro valore.

Questa è la VISIONE di Harley&Dikkinson. Arrivare a colmare questi due gap per arrivare così a rispondere agli atavici bisogni dell'uomo con un approccio inedito ed evoluto.

 

BISOGNI UOMO2